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Dubai

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Nel cuore di Dubai, a pochi metri dalla Dubai Mall Metro Station, nel grattacielo targato 48Burjgate, c’è il punto di riferimento per gli affari non solo dei 10 mila italiani residenti ma soprattutto delle centinai di aziende che si avvicinano al mercato degli Emirati.

«Nel 2015 ne abbiamo assistite 785», ha sottolineato Mauro Marzocchi, Segretario Generale della Camera di Commercio
Italiana negli Emirati Arabi Uniti. Nata nel 1999 come branch della Confederazione nazionale dell’artigianato (Cna), nel 2009 è stata ufficialmente riconosciuta dal Ministero per lo Sviluppo Economico, quale Camera di Commercio Italiana negli EAU.

La missione camerale è quella di incrementare le relazioni istituzionali e commerciali tra l’Italia e gli Emirati.

Nel corso degli anni, sotto la presidenza di Piero Ricotti, la Camera ha consolidato i suoi rapporti con Cna, Confartigianato, Confindustria, presenti nel CdA e con istituzioni italiane regionali, Camere di Commercio. Nel 2014 al vertice della Camera è stato nominato Sheikh Mohammed Bin Faisal Al Qassimi, affiancato dai due vicepresidenti Piero Ricotti e Roberta Calabrese, due presenze storiche a Dubai.

Domanda: Marzocchi, come mai Dubai negli anni ‘80, quando era una città pressoché sconosciuta?
Risposta: Con una quindicina di aziende partecipammo con curiosità alla Fiera Mothexa. In effetti nel 1985 non c’era un granché a Dubai ma non abbiamo mancato un appuntamento fino al 1996.

D. Cosa l’ha portata a proporre un progetto proprio a Dubai?
R. Erano gli anni in cui nasceva Jebel Ali Free Zone, mi ricordo una inaugurazione in mezzo al nulla... si cominciavano a vedere i disegni dell’Hotel Burj Al Arab e i primi progetti di espansione di Dubai; ci abbiamo creduto. Anche negli anni difficili, come l’invasione del Kuwait e l’attentato alle Torri Gemelle, siamo sempre stati qui, fiduciosi in questo Paese e nei suoi lungimiranti governanti.

D. Come si è sviluppata l’attività della Camera?
R. Ha fatto la classica trafila di una piccola impresa. Abbiamo iniziato con una segretaria nel 1999. Ora siamo 11 dipendenti, sviluppiamo un fatturato annuo di 1,25 milioni di euro. La nostra attività consiste nell’assistere le imprese italiane che vogliono approcciare il mercato degli EAU e quelle che già sono insediate, compresi gli operatori locali che vogliono sviluppare i rapporti con l’Italia. Dal 2010 ospita gli uffici dell’Antenna ENIT Dubai (Agenzia Nazionale del Turismo).

D. Nel 2015 che cosa ha impegnato di più la Camera?
R. I Progetti relativi ai settori Cosmetica, Food e Home & Forniture. Per questi abbiamo organizzato tre iniziative, assieme al Partner italiano Tomirex international, che hanno coinvolto 86 imprese che hanno avuto un buon riscontro, in particolare nella Cosmetica e nel Food. Particolare successo ha avuto anche la terza edizione del Gulf International Congress 8sempre in collaborazione con Tomirex international) dedicato a Expo2020 a cui hanno partecipato 163 Avvocati e Commercialisti arrivati da tutta Italia, che sono diventati Representative della Camera in Italia.

D. Può fare un esempio di come vi muovete concretamente?
R. La struttura agile e libera da vincoli burocratici ci permette di essere sempre a disposizione delle imprese, singole o associate, per dar loro assistenza e per accompagnarle con particolare prudenza sul mercato degli Emirati. Analizziamo quindi le caratteristiche di ciascuna azienda con un team specializzato di 5 persone e spesso tendiamo a scoraggiare approcci troppo superficiali, ad un mercato difficile.

D. Due parole sulla situazione del mercato?
R. L’export italiano verso gli EAU è in continuo aumento; a fine settembre abbiamo registrato un aumento del 18.6% sullo stesso periodo 2014. Ciò significa un export del 50% maggiore di quello verso l’India, del 20% verso il Brasile e lo stesso livello verso il Giappone. Detto questo, come facciamo sempre, consigliamo alle imprese italiane di essere prudenti perchè è un paese in cui la competizione è altissima e gli operatori locali molto agguerriti. Per entrare nel mercato ci vuole tempo e costanza, oltre alla ovvia capacità competitiva. Consigliamo quindi di preparare un bel business plan e di non pensare che sia oro tutto ciò che luccica.

Direi che l’esempio per Dubai in particolare, è particolarmente azzeccato...

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